Volontariato e interscambio culturale internazionale


Esistono nel mondo una serie di capillari rapporti di interdipendenza tra gruppi di aggregazione che lavorano per l’ecologia applicata, la giustizia sociale, l’emancipazione culturale, il benessere olistico, la resilienza sociale, i diritti umani, i doveri umani, e via di seguito.

Spesso le persone che lavorano in tali ambiti si identificano in associazioni, onlus, organizzazioni non governative, network di volontariato, attivismo bioregionale, mentre altre volte si creano gruppi di aggregazione spontanei e autonomi che nessuno è in grado di stimare numericamente. E’ possibile farsi soltanto un’ idea quando si viaggia nei paesi dove ci sono guerre in corso, oppure una carestia, un emergenza sanitaria, ma anche quando si lavora all’interno di progetti che prevedono di costruire la pace con strategie a lungo termine, come il volontariato in fattorie biologiche, centri di permacultura. Tuttavia anche se non è possibile fare una stima esatta del numero di persone che lavorano in tal senso è possibile invece rendersi conto che si tratta di milioni di persone. Qualcuno dice 50 milioni di persone, ma potrebbero essere molti di più. I beati costruttori di pace come vengono definiti a alcuni. Un fermento speciale da la forza a queste persone che si dirigono in direzione opposta e contraria al paradigma imperante di un economia basata sull’impoverimento degli ecosistemi.

“aggiungo un breve estratto di un libro di Paul Hawken, in cui parla di un tentativo vano di fare una stima reale del numero dei beati costruttori di pace nel mondo”.

Il più grande movimento, il più esteso e più profondo di quanto noi siamo in grado di sapere.
Vola al di sotto e molto al di là dei radar dei media. E’ non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede un’ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio. Lo so fa ridere!
Questo movimento senza nome è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto, la stessa parola movimento è troppo ristretta per definirlo. Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi, inappagabile e instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori economici, culture, regioni e comunità. Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni. Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle CULTURE INDIGENE, dai movimenti AMBIENTALISTI, e per la GIUSTIZIA SOCIALE.
Questi tre settori e le loro branche si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono. Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie. Questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civili ed umani. E’ un movimento democratico. Questo è il mondo che verrà.
Neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento. Esso si basa sulle affinità, sulla simbiosi, è PACHAMAMA, è la MAMMA capite! E’ la terra che risponde che si sta svegliando!
E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo. Quello che voi state creando è completamente sconosciuto.
Questo movimento è ovunque, non ha un centro o un unico portavoce. E’ in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, in ogni gruppo etnico del mondo.
Questa è la PRIMA volta che sul pianeta terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del ventesimo secolo, le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni. Hanno dominato le nostre CONVINZIONI.
Sono le ideologie che hanno governato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo. Nelle parole di Ed Hart, le ideologie hanno fermato la terra, blindandola. Hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del nostro territorio, il che non è stato piacevole.
Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi lo sappiamo dove si trova la SALVEZZA, lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, la sappiamo dall’ECOLOGIA.
LA SALVEZZA SI TROVA NELLA DIVERSITA’. Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità, per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal DETERIORAMENTO DEGLI ECOSISTEMI causati dalle ideologie.
Tocca a NOI decidere come faremo, chi saremo. Questo è ciò che vuol dire ricostruire, questa è la capacità di risposta, che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
L’UMANITA’ SA CHE COSA DEVE FARE!

Estratto dal libro di Paul Hawken “ Blessed Unrest”, che significa, “Benedetta Irrequietezza” e che in italiano è stato tradotto con “Moltitudine Inarrestabile”

Questo fermento è presente anche in Molise e anche qui vola al di sotto e al di là del radar dei media.
La grande opportunità per la nostra regione è la possibilità di creare relazioni più estese di quanto non lo siano già insieme alla comunità internazionale, fatta di giovani e non giovani che si muovono in ogni parte del mondo, che provengono da ogni parte del mondo, di ogni estrazione sociale e che in fondo si ispira ai medesimi valori e aspira a realizzare medesimi cambiamenti sociali, politici, economici, culturali e via di seguito. Gli stessi che noi vogliamo vedere nel Molise e sul pianeta terra. Infine, ma non meno importante è la possibilità per i nostri giovani e non giovani molisani di fare esperienze in tal senso in ogni parte del mondo avendo accesso a questo straordinario interscambio culturale, favorendo l’integrazione e creando le condizioni utili per un ritorno di grandi menti molisane che sono dovute emigrare per mancanza di condizioni occupazionali.
Le ripercussioni per la nostra regione possono essere innumerevoli e di portata storico-sociale di proporzioni inimmaginabili.

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