Earth care, people care, fair share


Siamo a giugno eppure la bioregione del Biferno conserva ancora una imponente massa d’acqua che evapora di giorno e si ricondensa di notte, così la mattina se ci si trova sulle punte delle colline, si può osservare il consueto spettacolo delle nuvole che coprono la fondovalle. Bisogna pero’ alzarsi di buon ora come capita a me che preferisco lavorare nelle prime ore del mattino con il fresco piacevole e poi riposarmi e lavorare a computer e fare altro nel pomeriggio, quando le temperature sono sicuramente più alte.
In questo momento sto proseguendo la preparazione delle aiuole sinergiche permanenti e  circolari che si avvolgono attorno ad un pozzo costruito dai contadini di una volta che ho riaperto e ripristinato. Proprio oggi ho avviato la messa in opera la terza ed ultima aiuola che forma l’anello estremo che chiude questo progetto circolare. Intanto le prime due che ho creato precedentemente adesso ospitano pomodori, biete, cipolle, fagioli, patate, insalate, ceci e carciofi. Le aiuole sono molto giovani e il suolo coperto da pacciamatura permanente non e’ ancora sinergico, infatti si deve sviluppare quell’alchimia speciale che sfida i paradigmi dell’agricoltura convenzionale. Al primo ciclo la quantita’ di acidi umici, microfauna del suolo e essudati radicali e’ ancora insufficiente per generare il miracolo della sinergia. Per chi non conoscesse i principi dell’agricoltura naturale, invito caldamente a leggere la “Rivoluzione sul filo di paglia” di Masanobu Fukuoka, tanto per farsi un’ idea, nel frattempo nel mondo sono state fatte altre scoperte favolose che insieme possono far transitare la nostra specie verso un modello di approvvigionamento alimentare molto più resiliente e sostenibile. E’ tutto pronto e a disposizione, manca però la cosa più importante, ovvero la cultura in grado di capire le potenzialità di una tale transizione. In realtà tale cultura esiste, ma non appartiene ancora alla massa. Tuttavia il processo di cambiamento è vivace e zampillante ora come non mai. Oramai il materiale didattico su cui studiare e’ veramente enorme e lo scambio immediato che permette il web e’ uno spettacolo mai visto prima d’ora. Senza tralasciare il fatto che migliaia di persone si muovono nei cinque continenti portando capacità, conoscenze, competenze, entusiasmo. C’e’ un clima di forte condivisione e di autentica apertura all’altro che spero vada avanti per molto tempo, personalmente mi sento molto fortunato ad aver avuto accesso a queste preziose informazioni e come me vedo che tante persone ritengono doveroso condividerle con gli altri, anche quando, come spesso accade, in alcuni contesti si tende a ragionare con i paradigmi della civiltà dell’individualismo, dove non ci si aspetta un dono e quindi ogni tentativo di apertura desta sospetti infondati perché viziati da logiche che meccanicamente si ripetono.

 

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Questa che stiamo vivendo è una fase storica di passaggio, il modello egoistico ed individualistico che ha alienato la mente dell’uomo, sta progressivamente facendo spazio alla civiltà della condivisione che nasce come risposta ad un modello di sviluppo che si basa solo sulla competizione e non sa apprezzare invece la cooperazione, non è stato educato in questo modo, tuttavia il cambiamento incombe. Come recita il motto della Permacultura’ ” earth care, people care, fair share”, ovvero, “prendersi cura della terra, prendersi cura delle persone, condividere equamente”.

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